Sicilia in festa
Ciao a tutti, da anni desideravo trovarmi a Salina in questo periodo dell’anno perchè si svolge la Festa del Cappero, quest’anno ho anche la possibilità di poter esporre le mie creazioni a macramè !!! Sarà una giornata indimenticabile !!! Poi vi racconterò . Ciaoooo

XXIV edizione della tradizionale Festa del Cappero 8 giugno 2014 a Salina, (Messina). La manifestazione si svolge ogni anno la prima domenica di giugno (quest’anno eccezionalmente la seconda), nell’incantevole piazzetta di Sant’Onofrio a Pollara, piccolo paesino nell’isola di Salina, di fronte ad un panorama mozzafiato.

Per l’occasione tanti volontari del luogo cucinano pietanze a base di capperi da offrire ai numerosi visitatori che ogni anno prendono parte alla sagra, è un’occasione particolare per gustare i buonissimi capperi di Salina, ma anche per assaporare l’atmosfera particolare di questo paradiso e per gustare anche altri prodotti tipici di Salina quali: malvasia, vino e conserve. Trionfo di specialità eno-gastronimiche, preparate sia dai volontari che da professionisti del settore, a base di cappero usato in tantissimi pietanze, in mezzo a tanta tradizione non poteva mancare una cornice musicale per creare ancora di più un’atmosfera di festa.

Il Cappero (Capparis Spinosa, arbusto sempreverde), re dei muri scoscesi e delle zone impervie è protagonista della macchia mediterranea delle Isole Eolie. Della pianta si consumano i boccioli, detti capperi e i frutti, noti come cucunci. Entrambi si conservano sott’olio, sotto aceto o sotto sale. Nelle Isole Eolie vi sono due varietà di piante di cappero, la “nocella” e la “nocellara”, i cui frutti da tempo immemore vengono messi sotto sale per conferire loro un gusto particolare. La cultivar più diffusa è la Tondina (o Nocellara), preferita alla Spinosa perché produce capperi più sodi e pesanti. La raccolta si effettua da fine maggio a tutto agosto, ogni 8, 10 giorni. I raccoglitori iniziano prestissimo, verso le 5 del mattino, per evitare il solleone. I capperi sono stesi ad asciugare su teli di juta, al fresco, per impedire loro di sbocciare. Dopo qualche ora si separano i capperi dai capperoni, i bottoni più grandi sul punto di sbocciare. Quindi si procede alla salatura (alternando uno strato di capperi a uno strato di sale marino grosso) che avviene, solitamente, in fusti (cugniettu), utilizzati anche per le acciughe, o in tinedde, ricavate da botti vecchie tagliate a metà. Nei quattro, cinque giorni seguenti i capperi devono essere “curati”, cioè travasati da una tinedda all’altra, per evitare che l’azione combinata di sale e calore, dovuto alle fermentazioni, li rovini. Dopo circa un mese sono pronti per il consumo.

A tavola – I capperi di Salina si caratterizzano per compattezza, profumo e uniformità. Particolarmente importante il primo di tali fattori: un bocciolo compatto, infatti, è una garanzia di durata nel tempo (il cappero delle isole sotto sale si conserva fino a due-tre anni). Da sottolineare anche la quasi totale assenza di trattamenti con antiparassitari o concimi chimici di sintesi, garanzia di assoluta salubrità del prodotto. Utilizzati nella cucina siciliana in diverse preparazioni, per “dare mordente” e carattere al piatto, i capperi si sposano ottimamente a un semplice sugo di pomodoro e basilico, alla classica caponata, ai piatti di pesce.

Per maggiori informazioni: http://www.comune.santa-marina-salina.me.it

Ultima modifica: 2014-06-03 18:47

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