Oggi voglio raccontarvi una storia. La storia di questi due utensili, appartenuti alla famiglia di mio padre, che da giovane e prima di lui i suoi genitori , usavano per riporci lo spirito cavato dagli agrumi ogni anno nel periodo  di gennaio e febbraio.

Questa attivita’ nella zona in cui vivo era fiorente, tutto il commercio degli agrumi, portava lavoro e prosperita’ almeno fino agli anni ’50 e ’60 .Poi sappiamo che sono andate le cose fino ai giorni nostri.Cosi’ mio padre poco  piu’ che ventenne dovette emigrare in Svizzera per lavorare e crearsi una famiglia.

Questi attrezzi rimasti impolverati e ossidati per decenni, oggi ripuliti, li  custodisco io.

Questa mattina ho chiesto a mio padre se si ricordava il nome di questo oggetto, mi ha risposto commosso: RAMERA.

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E’ tale la bellezza della ramera, che ho voluto fare degli scatti anche riponendo sopra alcune delle mie creazioni.

Tutto questo mi regala l’illusione che non tutto e’ perduto.Le tradizioni, non vanno perdute ma tramandate.

Serena domenica a tutti.

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